Giancarlo Martelli

Di: Anna Rita Delucca

Nato a Novara nel 1926, ha trascorso la vita tra l’attività di medico e la pittura. Inizia a prendere in mano i pennelli sin da bambino,negli anni Trenta, di seguito studia arti figurative e paesaggio sotto la guida di importanti
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maestri di Brera. Frequenta un noto gruppo di pittori novaresi tra cui uno dei migliori allievi di Felice Casorati, Sergio Bonfantini, avendo, dunque, occasione di perfezionare le sue conoscenze tecniche: proprio attraverso il gruppo viene ad avere la fortuna di conoscere i fondatori della rivista ‘La Libra ‘, sulla quale Mario Soldati evidenziò la sua celebre opera letteraria ‘Salmace’.
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Espressionismo, divisionismo, i fauves, sono la direttiva pittorica da cui prende spunto ma anche le antiche architetture medievali che spesso fanno da impalcatura alle sue costruzioni scenografiche. I ritratti della sua prima fase pittorica (circa fino agli anni Settanta) sono per lui un diletto ma non costituiscono una tematica abituale: più che altro ne rappresenta i connotati intimistici e riflessivi.
Nella fase matura invece, la sua attenzione si fissa principalmente sui caratteri socio-psicologici della natura umana: all’interesse per espressionismo tedesco, ai fauves francesi e alla transavanguardia sovrappone, tra gli anni ’80 e il 2000, l’astrattismo /informale, senza mai perdere totalmente l’interesse per la ‘figura’ tant’è che nell’ultimo quindicennio (dal 2000 ad oggi) spesso dominano la scena i suoi ‘Uomini di carta’, ovvero ‘la grande protesta sociale’; è il profilo di un’umanità, quella contemporanea, immersa in una crisi profonda, ricca di mezzi per comunicare ma povera di veri contenuti. I suoi ‘Uomini di carta’ racchiudono in sé tutte le dinamiche più terrene e a volte imbarazzanti della personalità, soprattutto quando descrivono i vari rappresentanti delle classi sociali più disparate messi a nudo in tutta la loro individuale e profonda realtà di vita. Il fantoccio fatto di carta è una caricatura che mette in luce la debolezza dell’uomo vanaglorioso, narcisista e pieno di contraddizioni.
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Il lunghissimo percorso artistico e culturale del medico -pittore culmina oggi in un’attualissima unicità che si riscontra particolarmente nei suoi ‘polittici a caselle’, come amiamo definirli, dove improbabili personaggi, usciti da una sorta di teatrino della sua immaginazione, assumono vita propria ed incombono sulla scena come fossero sul palco della vita a ricordarci l’inesorabilità del destino e la vanità dell’umana onnipotenza.
L’artista ha alle spalle una lunga carriera di pubblicazioni e mostre, la più recente delle quali risale al giugno 2016 - Arte Salerno- organizzata da Artetra e presenziata da Vittorio Sgarbi.
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Data articolo: 25-04-2017


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