L'arte per l'Arte - Boldini e De Pisis al Castello Estense di Ferrara

Di: Franco Desiderio

Il Castello Estense, simbolo della città di Ferrara ospita un'esposizione di alcuni capolavori dei due grandi pittori ferraresi, protagonisti di primo piano della scena artistica internazionale tra Ottocento e Novecento. Le opere, normalmente esposte alle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, sono state temporaneamente esposte al Castello e vi resteranno sino al completo restauro di Palazzo Massari dopo i danneggiamenti dovuti al terremoto del 2012.
Al percorso espositivo delle opere di Boldini sono state dedicate le sale del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie. Entrando nella prima sala ci accoglie innanzitutto un busto di Boldini in bronzo, opera dello scultore Vincenzo Gemito (1877-78) e quindi nella stessa sala le tre opere 'Uscita da un ballo mascherato', 'Un angolo della mensa del pittore' e 'Autoritratto a 69 anni. Si prosegue quindi con alcuni lavori eseguiti nella Firenze dei macchiaioli come 'Ritratto di Lilia Monti nata contessa Magnoni', 'Le sorelle Lascaraki' e 'Ritratto del giardiniere dei Veil-Picard, eseguito all'interno della scatola dei colori. Proseguendo nel percorso si passa poi ad alcune opere successive al suo trasferimento a Parigi, quali 'Notturno a Montmartre', Cantante mondana, Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, La passeggiata al Bois de Boulogne e La signora in rosa, vera icona della produzione boldiniana, opere queste che sanciscono definitivamente la grandezza di questo artista ormai riconosciuta e apprezzata in Europa e non solo. In sequenza sono esposte le opere che ci mostrano i volti delle protagoniste della Belle Époque, Rita Lydig, la contessa de Leusse, Olivia Concha de Fontecilla (la signora in rosa, appunto), la cantante mondana, la contessa d'Orsay. Nella Sala delle Geografie inoltre sono raccolte alcune nature morte e paesaggi nonché una serie di tele, lettere e documenti relativi a colleghi ed amici illustri.

Le opere dell'altro grande artista ferrarese De Pisis sono invece raccolte nei Camerini, aperti al pubblico per l'occasione.
L'allestimento dell'esposizione delle opere di De Pisis è concepito secondo un preciso percorso ad iniziare dal periodo giovanile qui rappresentato dalle opere Le cipolle di Socrate e Natura morta col martin pescatore, dipinta a Ferrara prima del trasferimento a Parigi. Seguono i capolavori del periodo parigino caratterizzato da una intensa sperimentazione sfociata in capolavori come Il Gladiolo Fulminato e in un certo numero di tele dipinte 'en plein air' come Strada di Parigi del 1938.
Allo scoppio della guerra De Pisis dovette rientrare in Italia, prima a Milano e poi a Venezia, dove la malattia nervosa che lo aveva colpito si fece sempre più insistente. Del periodo milanese è in mostra il Ritratto di Allegro, uno dei giovani da lui amati, dove comincia a trasparire il mutaamento del tratto pittorico, ora più essenziale. Dopo il trasferimento a Venezia, verso la fine del decennio con l'aggravarsi della malattia il mutamento dello stile risulta via via sempre più evidente di pari passo con l'aggravarsi della malattia sino agli ultimi lavori successivi al 1950 quasi monocromi come Natura morta davanti alla finestra e Natura morta con calamaio dove gli oggetti sembrano sospesi sopra la loro ombra, preludio forse all'abbandono della pittura solo due anni dopo e alla morte nel 1956.

Il video che segue ripercorre il percorso espositivo delle opere dei due artisti ferraresi.

Data articolo: 15-05-2015


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