Albert Bierstadt e il Giardino dell'Eden

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Di: Franco Desiderio

"Sembra che sia stato dipinto in una sorta di El Dorado, in una lontana terra dell'oro; sentita in una canzone od una storia, sognata, ma mai vista". Così nel 1865 un critico di San Francisco stroncava 'Looking Down Yosemite Valley' una delle più imponenti e famose opere di Albert Bierstadt (2.45 mt. x 1.64 mt.). In effetti le eccezionali dimensioni del quadro, l'assoluta mancanza di qualsivoglia presenza di esseri viventi, la nebbia dorata che avvolge i picchi granitici riprodotti in proporzioni esagerate, furono verosimilmente voluti per ottenere l'effetto desiderato. Bierstadt aveva la consapevolezza che ciò cui gli americani a quel tempo volevano credere, fosse li alla frontiera occidentale: un giardino dell'Eden benedetto da Dio, non sfiorato dalla guerra civile, una promessa di un nuovo inizio. I suoi dipinti romantici di paesaggi lontani e selvaggi erano creati per assecondare la speranza collettiva, per alimentare un sogno che contribuisse a guarire le ferite di una nazione.
Albert Bierstadt - Looking Down Yosemite Valley (1865) Birmingham Museum of Art
Albert Bierstadt - Looking Down Yosemite Valley (1865) Birmingham Museum of Art
Nato in Germania nel 1830, Albert Bierstadt emigrò con la sua famiglia due anni dopo, a New Bedford nel Massachusetts. Poco si conosce della sua iniziale formazione, fino al 1850 quando espose tredici dipinti monocromatici e un disegno a Boston. Ma solo 3 anni dopo ritornò nella sua terra natale per studiare pittura con i membri della Scuola di Dusseldorf, dal 1853 al 1857.
Al suo ritorno in America nel 1857 rivolse la sua attenzione artistica al paesaggio del New England e divenne parte della scuola di pittura Hudson River School. Questo gruppo di artisti del 19° secolo è stato fortemente influenzato dal movimento del Romanticismo e al suo interno si sviluppò un altro genere di pittura che fu chiamato 'Luminismo', uno stile di pittura di paesaggio caratterizzato da effetti di luce.
Nel 1959 Bierstadt incontrò Frederick West Lander, un ingegnere civile al servizio del governo degli Stati Uniti. Anche in virtù del suo passato di militare Lander fu impiegato dal governo americano per sorvegliare il territorio occidentale in modo da trovare un percorso adatto per la ferrovia verso il Pacifico, cosa tutt'altro che semplice dati i conflitti con gli indiani nativi d'America che occupavano quei territori.
Albert Bierstadt - Among the Sierra Nevada Mountains
Albert Bierstadt - Among the Sierra Nevada Mountains
Bierstadt accompagnò Lander in uno dei suoi viaggi alla ricerca di un passaggio verso Ovest e durante questo viaggio Bierstadt fece molti schizzi dei paesaggi che incontrava che, al suo ritorno, furono convertiti in tanti maestosi dipinti.
Nel 1863 Bierstadt tornò nuovamente nei territori dell'Ovest, in compagnia del giornalista e scrittore Fitz Hugh Ludlow di cui sposò anche la moglie, dopo la prematura morte di quest'ultimo a causa dell'assiduo consumo di droghe. Lo stesso Ludlow nel suo libro 'The Heart of the Continent' definì ripetutamente la Yosemite Valley "il giardino dell'Eden" anche se il suo atteggiamento e la sua descrizione delle bellezze naturali del posto furono probabilmente più descrittivi che romantici.
Albert Bierstadt - Martha Simon (1857)
Albert Bierstadt - Martha Simon (1857)
Durante i suoi viaggi nel lontano occidente, Bierstadt ebbe modo di relazionarsi con alcune popolazioni indiane; egli capì la paura di un vecchio capo indiano che credeva che riprodurre la loro immagine con la fotografia o con un dipinto avrebbe derubato le persone della loro identità ed ucciso le loro anime. Riuscì a far superare agli indiani tale superstizione facendo capire loro che valesse la pena che la loro cultura fosse immortalata come una parte fondamentale della civiltà dell'America occidentale.
Ebbe così l'opportunità di riprodurre scene di vità di alcune tribù indiane, come nel dipinto 'The Rocky Mountains, Lander’s Peak' del 1863 ed anche di ritrarre un'indiana Narragansett nel quadro Martha Simon del 1857.
Albert Bierstadt - The Rocky Mountains, Lander’s Peak (1863)
Albert Bierstadt - The Rocky Mountains, Lander’s Peak (1863)
La sua abbondante produzione artistica (più di 500 opere, anche se c'è chi azzarda numeri clamorosamente più elevati) è tuttavia caratterizzata essenzialmente dai paesaggi principalmente relativi alle Montagne Rocciose e alla Sierra Nevada molto spesso riprodotti su tele di dimensioni molto grandi. Nonostante l'ottimo successo di pubblico, non fu particolarmente apprezzato né dalla critica, né dagli altri artisti che gli contestavano l'uso di alcuni colori come l'oltremare per l'acqua o il verde lussureggiante della vegetazione, nonché l'inserimento di elementi come bruma, nebbia e luci al solo scopo di rendere romantico uno scenario altrimenti brullo e incolore.
La produzione artistica di Albert Bierstadt fu rivalutata solo nella seconda metà del '900. Molte sue opere sono oggi conservate ed esposte in diversi musei statunitensi.

Data articolo: 20-01-2015


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