NEMESIO CROTTI

articolo

Di: Anna Rita Delucca

Irriducibile idealista,sognatore amante della luce e della bellezza della natura che traspone nella procacità dei suoi soggetti pittorici ,dai pastosi e allegri fiori ,alle ‘vivissime’ nature morte, ai paesaggi ricchi di luminosità le cui architetture avvolgono in un solo colpo d’occhio lo spettatore con le loro limpide prospettive, minuziosamente definite e traboccanti di colore .Nato nel 1925 a Scandiano,Nemesio Crotti iniziò la sua carriera di autodidatta nel 1969 durante uno dei tanti momenti difficoltosi della sua vita di ex partigiano militante. Dal 1960 in Sardegna aveva fondato la cooperativa edile S.A.C.C.E.S. su consiglio di Antonio Segni e Francesco Cossiga ma dopo anni di fiorente attività, vari accadimenti negativi lo addentrarono nella più cupa disperazione.Fu allora che l’incontro casuale e salvifico con una giovane studiosa sassarese lo incoraggiò a prendere in mano il primo pennello. In seguito, una volta inserito più approfonditamente nel mondo dell’arte ,la sua tecnica pittorica subisce dei mutamenti:dal classico pennello con cui crea forme di colore più lisce e lineari ,passa all’uso esclusivo della spatola gettando sulla tela una materia corposa di colore ,vivida ma pur sempre distesa ordinatamente ,ottenendo così un risultato armonico e impetuoso nel contempo che richiama alla mente sia lo stile della pittura naif ,sia la passione traboccante dei colori vangoghiani ma curiosamente rammenta persino la tecnica ordinata del Divisionismo se non ancor più il Pointillisme di certi romantici paesaggisti di fine Ottocento.
Non dobbiamo comunque dimenticare che Crotti è principalmente un autodidatta ed è un moderno, per nulla interessato all’evocazione di culture artistiche del passato: infatti se mai qualche richiamo ne giunga ai nostri occhi di incalliti studiosi, sempre pronti al confronto con tra le storiche correnti e le novità dell’arte contemporanea, è puramente casuale. La sua originale/tradizionale creatività non a caso gli ha permesso di conquistare molti riconoscimenti nel tempo tra cui il Primo Premio alla Biennale di Venezia. Solo la figura umana non compare mai nell’opera omnia dell’artista emiliano: il motivo è lui stesso ad esprimerlo: “Non amo particolarmente l’essere umano perché mi ha deluso profondamente”. Uomo combattivo, appassionato , che in gioventù ha dato tutto sé stesso per i suoi ideali di libertà lottando in prima linea sui monti reggiani contro il totalitarismo degli anni della seconda guerra mondiale, rimane però un inguaribile romantico, rispettoso della vita e della bellezza ,della perfezione divina della natura che circonda l’umanità , quell’umanità che troppo spesso non si accorge di tale ricchezza; ma gli artisti possiedono una grande fortuna: la creatività come immenso ancoraggio salvifico.

Data articolo: 29-09-2012


Inserisci un commento
avatar



Adv

Ricerca nel sito

Adv

 

Sostienici


Adv

Social Network